Pillole di Accessibilità n.12: Turismo accessibile e sicurezza, quali sono i fattori da considerare?

In una destinazione turistica, la carenza di accorgimenti e procedure che tengano conto della sicurezza per le persone con necessità specifiche è, a tutti gli effetti, una barriera. Migliorare la qualità dell’accoglienza significa garantire la sicurezza di tutti anche in caso di emergenza.

Garantire la sicurezza di tutti nelle situazioni di emergenza è un tema centrale, benché sottovalutato, per chi desidera offrire un’accoglienza di qualità. Questo obiettivo è perseguibile mediante l’attuazione di piani di emergenza inclusivi, in linea con le esigenze di tutte le tipologie di viaggiatori.

Ne parliamo con Elisabetta Schiavone, architetto, esperta in materia di progettazione e sicurezza inclusiva.

Quali sono le criticità più ricorrenti, legate alle situazioni di emergenza che può incontrare una persona con disabilità durante un viaggio o una vacanza?

Sostanzialmente sono le medesime che ciascuno di noi potrebbe incontrare ogni giorno, al verificarsi di un evento avverso, più o meno grave, dall’incendio di dimensioni contenute al terremoto o altre catastrofi.

La vacanza in sè non amplifica nè riduce la probabilità che si verifichi un incidente, semplicemente rischiamo di trovarci più esposti perchè non preparati a rispondere adeguatamente. Da un lato perchè intenti a goderci riposo e divertimento, dall’altro perchè con ogni probabilità ci troviamo in un luogo poco familiare.

Al verificarsi di un’emergenza, dunque, rischiamo di trovarci nel panico e disorientati senza sapere cosa fare, dove andare e a chi rivolgerci.

Ad esempio, alcune delle criticità che potremmo incontrare in una struttura ricettiva sono le seguenti:

  • non siamo in grado di percepire l’allarme o il suo messaggio (un allarme sonoro non raggiungerà una persona sorda);
  • percepito l’allarme non sappiamo cosa fare e nell’ambiente in cui ci troviamo non ci sono planimetrie di emergenza con indicazioni sulle modalità di evacuazione, oppure ci sono ma risultano illeggibili o incomprensibili;
  • non sono presenti indicazioni sulle vie di fuga oppure le stesse vie non sono tutte  praticabili da persone in sedia a ruote e mancano le informazioni su quelle accessibili;
  • nell’edificio a più piani non è presente un luogo dove potersi fermare, tutelati da un incendio, se non riusciamo ad affrontare il percorso lungo le scale;
  • il personale non è preparato a relazionarsi, a dare indicazioni e ad aiutare le persone con disabilità.

Cosa si può fare per migliorare la sicurezza degli ospiti con disabilità?

Per garantire la sicurezza di tutti gli ospiti è necessario innanzitutto che l’edificio garantisca l’accessibilità in uscita oltre che in ingresso. Ovvero che sia rispettata la fruibilità di tutti i percorsi, che in emergenza diventeranno le nostre vie di fuga, e di tutti gli accessi, che in emergenza saranno tutte potenziali uscite di emergenza.

Gli edifici a più piani che prevedono l’esodo verticale dovrebbero disporre di luoghi sicuri temporanei, meglio conosciuti come “spazi calmi”, per consentire alle persone in sedia a ruote o con difficoltà nella deambulazione (magari feriti a seguito dell’incidente) di attendere i soccorsi in sicurezza.

L’accessibilità riguarda sia l’ambiente fisico che la comunicazione: i sistemi informativi, come la segnaletica di orientamento, quella di emergenza e gli allarmi, dovranno garantire la percezione e la comprensione del messaggio a tutte le persone coinvolte, incluse le persone con disabilità visive, uditive e cognitive.

La sicurezza inclusiva, infatti, non si preoccupa “soltanto” di mettere al sicuro le persone con specifiche necessità ma di garantire loro l’autonomia anche nelle situazioni di emergenza.

Questo approccio risulta vincente perché favorisce realmente la sicurezza di tutte le persone coinvolte e facilita le operazioni di esodo e l’eventuale intervento dei soccorritori.

Per garantire il buon funzionamento dell’intero sistema di prevenzione e gestione dell’emergenza, il personale dovrà essere formato sui comportamenti da adottare, su come mettersi in relazione con le persone con disabilità e anche sulle tecniche di accompagnamento e trasporto di persone con disabilità motorie, con o senza ausili, quando la situazione lo richieda.

Ha altri suggerimenti?

I suggerimenti che vorrei dare sono due: uno ai gestori delle strutture ricettive e uno a chi si appresta ad andare in vacanza.

Agli operatori consiglio di verificare che la propria struttura e il personale garantiscano la sicurezza di tutti i clienti, inclusa l’autonomia di persone con disabilità, anziani, famiglie con bambini piccoli e in generale persone con specifiche necessità, e di informarsi sempre sulle esigenze degli ospiti presenti nella struttura.

Ai viaggiatori suggerisco di informarsi sulle misure per garantire la propria sicurezza quotidianamente. Su www.vigilfuoco.it, il portale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, è possibile trovare consigli per ogni situazione. Inoltre, in vacanza è importante comunicare le proprie esigenze al gestore della struttura ricettiva e al personale, specificando eventuali difficoltà che potremmo avere in caso di emergenza e chiedendo loro di illustrarci le procedure da attuare e i comportamenti da tenere.

Detto ciò, siamo in vacanza e godiamocela. Ma ricordiamoci che la sicurezza non va in vacanza... viene in vacanza con noi.

Artticolo di Daniela Orlandi

 

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